
Molti utenti (anche italiani) di Facebook risultano essere iscritti con due o più account. C’è chi non si ricorda la propria Login e ripete l’iscrizione indicando un nuovo indirizzo email. Ma c’è anche chi lo fa “in mala fede” ad esempio allo scopo di creare un profilo “professionale” separato da quello di puro cazzeggio.
Su questa issue Facebook è molto chiaro. Non è assolutamente permesso possedere account multipli intestati alla stessa persona: è quanto indicato nelle condizioni di utilizzo. Il rischio che si corre è quello di trovarsi bannati da un giorno all’altro. Ma quindi cosa fare per evitare di trovarsi improvvisamente orfani di Fb?

Oggi voglio parlarvi di picnik.com, un’applicazione di fotoritocco che ha dell’incredibile. I motivi?

Tempi duri per gli evasori fiscali iscritti ai social network. Ne sa qualcosa un uomo inglese di Rugby che aveva fatto perdere le proprie tracce per non pagare la Council tax (ovvero le tasse comunali), e poi “beccato” proprio su facebook.
Richard Moore, ispettore dell’ufficio riscossioni del Rugby Borough Council, dichiara di aver provato a contattare l’evasore utilizzando i metodi tradizionali, come visite a domicilio e avvisi postali, senza però avere alcun riscontro.
“Non sapevamo più cosa fare. Sia lui che la compagna avevano cognomi insoliti…così decisi di dare un’occhiata su Facebook.”
“Se non sei su Facebook non esisti”
DIvertente siparietto a “Parla con me”. Protagonista Caterina Guzzanti che interpreta un’invadente “ragazza facebook”. Il gruppo che viene citato nel corso del video esiste davvero.
Ecco il link: Vuoi essere fan di Ivana Trump che è stata tradita dal marito e non lo lascia?

Facebook, su richiesta anche del Centro Simon Wiesenthal e del Parlamento Europeo, ha recentemente rimosso alcuni gruppi italiani di stampo neo-nazista. I maggiori bersagli erano i Rom, oggetto di propaganda razzista e di slogan come ‘Buttare gli zingari nella benzina’, ‘Lavori utili per gli zingari: cavie per camere a gas’, ‘Bruciamoli tutti’.
Non è servito a nulla. I gruppi suggeriti dal Centro Wiesenthal sono effettivamente stati chiusi ma il fenomeno del razzismo serpeggia su Facebook più forte che mai. L’elenco di gruppi, e di cause, dai toni minacciosi e inneggianti alla violenza continua a crescere.

Sbarca finalmente in Italia la prima t-shirt che si collega alle vostre pagine web personali.
Tecnologia e indumenti, mondi offline e online sono combinati insieme per un’esperienza davvero unica.
Come funziona? Le magliette (ma ci sono anche felpe e canotte per ragazzi e ragazze) hanno stampato un logo circolare, simile ad un codice a barre, che può essere letto dai normali cellulari dotati di fotocamera (315 modelli compatibili). Scattando la foto al logo si verrà indirizzati alla pagina web personale di chi indossa l’indumento, ad esempio al suo profilo di Facebook, di Myspace o perchè no, al suo blog.